RACCOLTA FONDI TIBET: ROSSI, PORTATO A COMPIMENTO UN IMPEGNO DI AMICIZIA - Agenzia giornalistica Opinione i fondi rossi di louboutin

RACCOLTA FONDI TIBET: ROSSI, PORTATO A COMPIMENTO UN IMPEGNO DI AMICIZIA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Serata di restituzione con il presidente Ugo Rossi, l’assessora Sara Ferrari e le associazioni trentine responsabili dei progetti di prima emergenza e ricostruzione. Trentini vicini al Nepal: i progetti realizzati.

A due anni dal terremoto devastante che ha colpito il Nepal sono stati presentati oggi i risultati della campagna di raccolta donazioni “Fondo di solidarietà terremoto Nepal 2015” a cui hanno partecipato cittadini, enti, soggetti privati, associazioni economiche e del lavoro. Nello specifico in Trentino sono stati raccolti 245.088 euro attraverso i quali sono stati realizzati 4 interventi di prima emergenza e 5 progetti di ricostruzione.

“Essere qui due anni dopo – ha sottolineato il presidente Ugo Rossi – significa che abbiamo portato a compimento un impegno. Il valore aggiunto è sicuramente dato dalla capacità di stabilire dei legami di amicizia che durano nel tempo. Grazie a tutti coloro che hanno donato e grazie alle associazioni che ci garantiscono che le cose vengano fatte bene”.

“Nel Nepal colpito due anni fa da un sisma devastante, che ha provocato più di 8.000 morti, – ha spiegato l’assessora Sara Ferrari – ho visto di persona, ancora una volta, il Trentino della solidarietà in azione.

Ho visto persone – soprattutto molti bambini e molti giovani – tornate a sorridere perché grazie ai volontari trentini hanno avuto un posto dove dormire, perché le loro scuole, distrutte o seriamente danneggiate dal terremoto, sono state riaperte, perché nuovi progetti di sviluppo sono nati anche come conseguenza di questa immane sciagura. È stata un’occasione importante per dimostrare la capacità del sistema Trentino di fare sistema ed essere solidale”.

Nel corso della serata sono intervenuti i rappresentanti del Comitato tecnico costituito per il coordinamento della campagna di raccolta fondi, del Soccorso alpino, e delle associazioni trentine responsabili dei progetti di prima emergenza e ricostruzione in Nepal: Amici Trentini, Apeiron Trento, Fondazione senza Frontiere, Sos Villaggi dei Bambini, Trentino for Tibet. Alla serata ha partecipato infine Mira Rai, la ‘trail runner’ nepalese che da bambina soldato è diventata un’atleta da record.

Il 25 aprile 2015 una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito il Nepal, provocando più di 8.000 vittime, decine di migliaia di feriti e distruggendo centinaia di migliaia di case: si è trattato del terremoto più forte negli ultimi 81 anni.

In questi casi il Trentino si è sempre mobilitato al meglio delle sue possibilità: ma come sempre gli aiuti devono essere mirati e coordinati, al fine di risultare realmente efficaci ed evitare la dispersione di energie. Per questo, su convocazione dell’assessora provinciale alla cooperazione allo sviluppo e dell’ assessore alla protezione civile Sara Ferrari, si è tenuto nei giorni immediatamente successivi all’evento un incontro per iniziare ad organizzare gli interventi del Trentino in favore della popolazione nepalese.

Alla riunione erano presenti i rappresentanti di sette associazioni trentine che già operano da tempo in Nepal: Asoka, Apeiron, Ciao Namastè, Fondazione senza frontiere, Gruppo autonomo volontari, Elambur arcobaleno, Raffaella Piva Fund, oltre che della Caritas e della Sat. Presenti infine funzionari della Protezione civile, che ha dato la propria disponibilità ad intervenire, e del servizio Emigrazione e solidarietà internazionale della Provincia. Si è costituito in questo modo il tavolo per il Nepal.

La tempestività degli interventi è stata possibile grazie alle relazioni radicate e di lunga data sviluppate nel corso degli anni fra il Trentino e il Nepal grazie alle iniziative cooperazione internazionale promosse da Associazioni trentine con il sostegno della Provincia autonoma di Trento.

La Provincia ha immediatamente aperto il conto corrente dedicato IBAN IT 12 S 02008 01820 000003774828 causale “Fondo Nepal” presso l’Agenzia Trento Galilei di UniCredit spa, e stanziato 50.000,00 euro. Il Servizio Emigrazione e solidarietà internazionale ha coordinato le iniziative promosse dal Tavolo per il Nepal.

Il Tavolo ha fatto innanzitutto il punto della situazione per quanto riguarda l’impegno già in corso nel paese sostenuto dall’amministrazione provinciale, ha acquisito elementi ulteriori di conoscenza sui bisogni e sui progetti già in corso, e ha raccolto le proposte e la disponibilità di intervento di tutti i soggetti coinvolti, sia per l’immediato, sia per la fasesuccessiva alla prima emergenza.

E’ stata condivisa l’esigenza di operare in base ad una modalità operativa coordinata, individuando ruoli e funzioni per la raccolta fondi ma anche per la programmazione e successiva gestione degli interventi. Il punto di forza su cui si è basato l’intervento trentino è stato l’esistenza in Nepal di partner attivi e affidabili con cui già enti e associazioni avevano lavorato in passato, opportunamente valorizzati anche in questa circostanza al fine di individuare le priorità e quindi di gestire i relativi interventi.

 

 

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Questi i soggetti che hanno dato vita al progetto “Solidarietà terremoto Nepal 2015”:
– Provincia autonoma di Trento;
– Consorzio dei Comuni trentini;
– Associazione degli industriali della provincia di Trento;
– Federazione trentina della Cooperazione;
– Unione Commercio, Turismo e Attività di Servizio;
– Confesercenti del Trentino;
– Associazione Artigiani e Piccole Imprese della provincia di Trento;
– Associazione Albergatori della provincia di Trento;
– Coldiretti di Trento;
– Confederazione italiana Agricoltori;
– Confagricoltura del Trentino;
– Associazione Contadini trentini;
– sindacati Cgil, Cisl e Uil del Trentino.

 

 

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Grazie alle donazioni della popolazione trentina sono stati raccolti 195.088,00 euro.
Fra le altre forme di finanziamento, è stata organizzata inoltre, a fine ottobre 2016, “La partita del cuore”, giocata tra la rappresentativa del Soccorso Alpino Trentino e la Nazionale Italiana Cantanti allo stadio Quercia di Rovereto.
Gli interventi e i progetti avviati hanno avuto come scopo innanzitutto portare un aiuto concreto alle popolazioni nepalesi nella fase del post-terremoto, ma soprattutto, analogamente a quanto già fatto in Trentino in analoghe circostanze, porre le basi per azioni di medio-lungo periodo, guardando quindi anche oltre l’emergenza.
Per il coordinamento della campagna di raccolta fondi e la selezione dei progetti la Provincia autonoma ha costituito una Commissione Tecnica con il compito di valutare e decidere l’impiego delle risorse raccolte dal Fondo.

 

 

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La commissione tecnica è composta da:
– Luciano Rocchetti (Servizio Attività internazionali della Pat);
– Paolo Ducati (Dipartimento Protezione civile della Pat);
– Giancarlo Berardi (Associazione Artigiani e piccole imprese della Provincia di Trento);
– Egidio Formilan (Federazione Trentina della Cooperazione);
– Paolo Burli (Cgil del Trentino);
– Michele Bezzi (Cisl del Trentino);
– Said Batzeghi (Caritas tridentina);
– Maria Carla Failo (Sat).

 

 

Con i fondi raccolti sono stati finanziati innanzitutto quattro progetti di prima emergenza: distribuzione di cibo, acqua, medicine, coperte, tende, generi di prima necessità.

In un secondo momento, altre azioni di carattere più strutturale, pensate per ricostruire ciò che il terremoto aveva distrutto generando però effetti positivi di lungo periodo. In particolare l’intervento trentino ha riguardato la ricostruzione di alcune strutture scolastiche e villaggi Sos, il sostegno di una struttura ospedaliera, progetti di sviluppo e promozione sociale.

Tutto ciò sulla base del lavoro che da alcuni anni cinque associazioni trentine di volontariato internazionale stanno svolgendo con passione e competenza nel paese himalayano.

Grazie al rapporto costruito con la popolazione locale e con le autorità, si è potuto garantire la certezza della destinazione corretta ed efficace degli aiuti, nonché la sostenibilità degli interventi nel tempo. Altrettanto importante è stato però collocare queste azioni all’interno della strategia globale della ricostruzione portata avanti dal governo nepalese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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Fondo affitti: il Sunia Toscana accusa Enrico Rossi di demagogia

Ceccarelli: "Dalla Regione 4,5 milioni per il 2016, ma risorse statali azzerate"


Firenze, 30-3-2016 - “Le dichiarazioni pronunciate oggi su Facebook dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi riguardo il futuro delle case popolari non ci convincono affatto, anzi ci preoccupano perché rilevano demagogia e grave sottovalutazione della questione abitativa”: così Simone Porzio (sindacato inquilini Sunia Toscana) replica al presidente della Regione Toscana. Continua Porzio: “Un recentissimo rapporto di Nomisma, sul disagio abitativo, commissionato da Federcasa, conferma dei dati che da anni il Sunia denuncia alla politica. Le famiglie che in Italia confidavano in una casa popolare nel 2008 erano 670.000. Nel 2015 sono oltre 1.700.000. In Toscana sono oltre 35000! La drammaticità di queste cifre sono state anche recentemente confermate da un rapporto sulla condizione abitativa commissionato proprio dalla giunta Rossi. Ma questi dati nessuno sembra averli analizzati, traducendoli in risposte efficaci. La migliore risposta al disagio abitativo che attraversano migliaia di famiglie toscane e non, sta nel prevedere investimenti costanti per la costruzione di nuove case popolari in affitto, ottimizzando il patrimonio esistente. Per ottenere questo ci vogliono risorse. Concordo con Rossi riguardo il fatto che da decenni i governi nazionali non hanno finanziato alcun intervento in tal senso e che quest’anno il fondo statale per il sostegno all’affitto è stato azzerato, ma scagli la prima pietra chi è senza peccato”. Prosegue Porzio: “In queste settimane è pervenuta nelle casse regionali una prima parte del finanziamento di 25 milioni di euro previsto dal governo per la ristrutturazione urgente delle oltre 1600 case popolari toscane che da anni sono rimaste sfitte per mancanza di risorse, ma anche questa volta milioni di euro rimangono imbrigliati, come altri destinati al settore (fondo morosità incolpevole), nella palude del bilancio regionale e non è vero che è colpa solo dei limiti del patto di stabilità, ma di una precisa, reiterata, volontà politica regionale di relegare in second’ordine l’utilizzo di queste. E le case rimangono sfitte in preda alle occupazioni abusive con buona pace dei cittadini sfrattati che hanno fatto i bandi. Questa grave sottovalutazione del disagio abitativo è ulteriormente confermata dalla scelta della prima giunta Rossi di dirottare e ad oggi non restituire oltre 170 milioni di euro destinati alle case popolari per sanare i buchi di bilancio del trasporto pubblico locale”. Conclude Porzio: “La verità è che dare una risposta strutturale al disagio abitativo in Toscana, alle migliaia di famiglie sotto sfratto perché hanno perso il lavoro è considerato marginale, una questione da assistenti sociali. Presidente Rossi, scrivere su Facebook che gestire con una unica azienda le case popolari, aumentare gli affitti agli inquilini e che la colpa è sempre di qualcun altro le garantirà senz’altro qualche distratto 'mi piace', ma non contribuirà in alcun modo alla risoluzione della questione. Siamo talmente preoccupati di questa sottovalutazione, ma disponibili a confrontarci con proposte concrete, e non a caso il prossimo 16 aprile i sindacati inquilini della Toscana SUNIA, SICET, UNIAT, UNIONE INQUILINI e i sindacati dei lavoratori CGIL, CISL, UIL hanno organizzato una assemblea di mobilitazione unitaria degli inquilini della Toscana a difesa del futuro delle case popolari”.

"L'assessore Funaro farebbe bene a indirizzare le sue legittime preoccupazioni al giusto interlocutore, che non sono io", così l'assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli replica all'assessore del Comune di Firenze Sara Funaro, che sulla stampa accusa la Regione di aver ridotto i fondi destinati al contributo affitti. "Funaro - spiega Ceccarelli - sbaglia nell'individuare le responsabilità di questa diminuzione di risorse. Saremmo i primi a voler disporre di più risorse per sostenere i cittadini bisognosi nel pagare gli affitti, ma il fondo affitti del Governo è stato completamente azzerato. Questo vuol dire che se nel 2015 abbiamo erogato risorse per oltre 8 milioni di euro ai comuni, 2 dei quali provenienti dal bilancio regionale e 6 da quello statale, nel 2016 avremo a disposizione solo 4,5 milioni, tutti tratti dal sempre più esiguo bilancio regionale". "Siamo preoccupati quanto e più dell'assessore Funaro - prosegue - per quanto riguarda la situazione abitativa in Toscana, seppure la nostra regione – dati alla mano – non è certo tra quelle che stanno peggio in Italia". Ceccarelli parla inoltre dei fondi per la cosiddetta morosità non colpevole. "Non c'è una Regione "cattiva" - spiega - che impedisce al comune di destinare queste risorse all'integrazione degli affittibensì una normativa statale che vincola la Regione per prima. Per aiutare i 'morosi non colpevoli' avremo risorse per 6,8 milioni di euro, di cui 1,5 milioni provenienti dal bilancio regionale. Tutto quello che potremo fare, come già annunciato nel recente incontro con Anci, sarà dirottare una parte delle risorse regionali sul contributo affitti". L'assessore precisa che con gli attuali vincoli di bilancio la Regione può spendere solo entro i limiti di quello che entra nelle sue casse e – a tassazione invariata – i trasferimenti statali sono ogni anno soggetti a tagli più consistenti. A questi vincoli si aggiungono inoltre quelli specifici collegati ad ogni trasferimento. Per far fronte a questa situazione, la Toscana sta definendo un piano di intervento articolato su più fronti. "La Regione - spiega Ceccarelli - non vuole farsi ingessare nella sua operatività proprio mentre la realtà muta profondamente di fronte a noi. Per questo stiamo mettendo a punto un piano di azione che consenta la realizzazione di circa 1400 nuovi alloggi nei prossimi 3 anni, per circa 100 milioni di investimenti, alla revisione delle norme esistenti ed a ridisegnare la governance del sistema. Sei milioni di risorse statali saranno a breve rese disponibili per la ristrutturazione degli all oggi di risulta. Vogliamo, inoltre, introdurre maggiore equità negli affitti, ritoccando la fasce medio-alte, che non furono toccate con la legge 41/2015, ma attraverso l'applicazione dell'Isee, con l'obiettivo di garantire l'autosufficienza per la manutenzione del patrimonio. E, infine, vogliamo dare più flessibilità di intervento ai sindaci". "In questa fase nazionale di revisione dell'intero sistema dei servizi pubblici - ha aggiunto Ceccarelli - non vedo perchè questa riorganizzazione non dovrebbe riguardare anche le politiche abitative, dove accade – tanto per fare un esempio - che a Massa la gestione unitaria di un appartamento costi più di 600 euro, mentre a Firenze ne costa meno di 300. Dobbiamo razionalizzare e ridurre i costi di gestione, senza far venire meno i servizi sul territorio, per dare all'assessore Funaro e a tutti i suoi colleghi dei Comuni toscani maggiori risorse per sostenere le politiche della casa e non limitarci solo a chiedere maggiori finanziamenti. Su questi temi, le Regioni sono impegnate già in un confronto con il Governo, al quale i comuni potrebbero fornire un supporto importante, perché la soluzione di un problema di questa rilevanza è possibile solo con l'azione congiunta di tutte le istituzioni, senza pensare di pote rsela cavare alzando la voce per reclamare soldi dal soggetto più vicino, che soffre degli stessi problemi".

Redazione Nove da Firenze